Con le sue creste e le sue valli solitarie, le limpide acque ed i fitti boschi popolati da una fauna peculiare, il territorio del reatino offre l'immagine più genuina della natura appenninica. Con un parco nazionale, quattro riserve naturali, il monte Terminillo, il fiume Velino, le innumerevoli sorgenti, la Provincia offre una straordinaria esperienza di natura forte e incontaminata, una natura che circonda e si diffonde anche all'interno del centro urbano di Rieti, con corsi d'acqua, viali alberati e campi coltivati.




La conca reatina e l'alta valle del reatino.


Porta meridionale dell'Umbria, pervasa da una forte atmosfera mistica, la valle reatina custodisce quattro luoghi di culto, scelti da San Francesco che invitano alla meditazione ed al raccoglimento. Preghiera, natura, silenzio, questa miscela a cavallo tra medioevo e terzo millennio, sono incisi nel colorato e cangiante paesaggio della valle reatina, la quale è in grado di riproporci, noncurante del trascorrere dei secoli, un'affascinante miscela di storia, religione e natura. Le valli del Velino e del Tronto costituiscono un insieme omogeneo, con i principali centri gravitanti sulla Salaria. La conformazione geografica ha sicuramente condizionato l'antico percorso della via Salaria, che ha seguito il Velino e più a nord il Tronto. L'antico asse viario ha svolto il ruolo di direttrice principale del territorio, per il quale ha avuto nei secoli una grande importanza.

La sabina tiberina.

Uno scenario dolce, ondulato, naturalisticamente interessante, costellato di ville romane, di castelli medioevali, di chiese (Cattedrale di Vescovio) di antichi resti (municipio romano Forum Novum); e di Abbazie (Farfa), simboli di cultura e di fede. Un paesaggio nel quale l'assoluto protagonista e testimone è l'olivo: simbolo di pace ed elemento centrale della cucina mediterranea, rappresenta la sintesi culturale della Sabina. Un passato di forte isolamento ha custodito quasi intatto un patrimonio di grande cultura e di arte.

"tutto il suolo della Sabina è straordinariamente ricco di olivi e di viti e produce molte ghiande. E' notevole inoltre per l'allevamento e particolarmente per la razza dei muli di Rieti eccezionalmente reputata" (Strabone, V,3,1)

La Valle del Salto e del Turano.

Le catene dei monti Navegna e Cervia separano tra loro i laghi artificiali del Salto e del Turano. I due rilievi sono imponenti e di grande valore estetico, botanico, paesaggistico e geomorfologico. Pareti e dirupi molto ripidi, spesso inaccessibili, contrapposti da dolci pendii, caratterizzano un'area ricoperta da boschi in ottimo stato vegetativo. Numerosi sono gli insediamenti umani e caratteristica è la forma arroccata di alcuni paesi ubicati su pendici e su rilievi. Da questi paesi facilmente raggiungibili si dipartono piste forestali, mulattiere e sentieri che rendono possibile l'incontro con questo tesoro ambientale.