Le Pievi e le Chiese romaniche
S. Maria a Cerchiara
S. Maria Assunta a Fianello
S. Maria Assunta a Tarano
S. Maria dei Colori a Scandriglia
S. Maria extra moenia ad Antrodoco
S. Martino a Poggio Moiano
S. Martino a Turano
S. Paolo a Poggio Mirteto
S. Pietro ad Centum Muros a Montebuono
S. Pietro a Magliano Sabina
S. Vittoria a Monteleone

S. Maria a Cerchiara
Di grande interesse la chiesa di S. Maria, la quale, pur mostrando un impianto duecentesco, ha senza molti dubbi origini altomedievali (VIII-IX) secolo, per la tipologia di un frammento di recinto presbiteriale riutilizzato.

S. Maria Assunta a Fianello

Poco fuori dall'abitato di Fianello sorge la chiesa cimiteriale di S. Maria Assunta che costituisce anch'essa un'area di estrema importanza tanto da un punto di vista archeologico quanto da quello monumentale. La chiesa, risalente probabilmente all'alto medioevo, presenta diverse fasi costruttive. Di particolare interesse è la cripta, romanica, nella quale sono stati reimpiegati materiali di spoglio di età romana, due capitelli sono stati ricavati da iscrizioni, e altomedievale. Negli anni '50 sono state effettuate alcune indagini archeologiche sulla villa romana sottostante, di cui oggi sono visibili soltanto alcuni tratti di mura nello stradello di accesso al cimitero e dietro l'abside della chiesa, mentre nella fontana pubblica retrostante non è difficile scorgere la ghiera dello speco di un acquedotto che in età romana doveva addurre l'acqua da una sorgente lontana non più di un mezzo chilometro alla villa. Durante gli scavi furono recuperati materiali di grande interesse, attualmente al museo nazionale romano, tra i quali possono essere ricordati numerosi elementi decorativi in marmo, in particolare lucerne, molte piccole sculture, tra le quali da segnalare una elegante statuetta di danzatrice, del periodo ellenistico, una menade danzante acefala e mutila, una statuetta di Eracle, una di Sileno, un Attis-Heros, una statuetta femminile, un'erma doppia di Demostene ed un ritratto di Eschilo. Da ricordare anche la cappellina di S. Sebastiano, recentemente restaurata, eretta probabilmente come ex voto in occasione della cessazione di qualche epidemia di peste.

S. Maria Assunta a Tarano

La chiesa si S.Maria Assunta è l’emergenza più significativa che caratterizza lo spazio urbano di Tarano. L’edificio religioso nacque agli inizi del XII secolo per rispondere ad una serie diversa di esigenze. Un’epigrafe murata sul campanile porta iscritta la data dell’8 settembre del 1114. Non è chiaro a cosa si riferisca questa notazione cronologica. Probabilmente ricorda l’anno di costruzione della torre nolare. La facciata della chiesa, originariamente ad una sola navata, fu ampliata con due navate laterali. Questo intervento comportò l’iglobamento del campanile, originariamente distaccato dalla facciata. Nello stesso tempo per sorreggere la navata di destra fu necessario creare una costruzione, che fu utilizzata per ricavare una serie di botteghe digradanti a secondare il ripido pendio. L’interno della chiesa mostra con chiarezza ed evidenza il susseguirsi di molteplici interventi di maggior o minore complessità che hanno interessato a più riprese l’edificio sacro, alternandolo e trasformandolo. Anche la decorazione pittorica mostra il sovrapporsi, spesso disordinato, d’interventi susseguitisi nel tempo. Di notevole rilevanza un santo, forse s.Bartolomeo, frammento d’affresco datato alla seconda metà del XIII secolo. A scuola assisiate è invece attribuito il maestro che raffigurò la crocefissione intorno alla metà del XIV secolo, dipinto di notevole livello qualitativo.

S. Maria dei Colori a Scandriglia

S. Maria extra moenia ad Antrodoco

Venendo a Rieti il complesso appare suggestivamente immerso tra i faggi, in un prato sotto il piano stradale, ed è localizzato a sinistra, poco prima dell’abitato di antrodoco. Questa chiesa è ricordata molto probabilmente già nel VI secolo in un passo tratto dai Dialoghi di san Gregorio Magno, che ricorda un miracolo avvenuto ad un suo prete, Rustico. Le origini della chiesa sono però senzaltro più antiche e vanno probabilmente connesse con il precoce insediamento in antrodoco di una comunità cristiana, fatto questo agevolato dall’importanza del nodo stradale che vi confluiva. Probabilmente il primo edificio sacro va fatto risalire al IV - V secolo, periodo al quale possono essere datati due capitelli di lesena con incisa la formula augurale cristiana «vivas in Deo». La chiesa ha subito nel tempo diverse ristrutturazioni, restauri e rifacimenti più o meno complessi; tra i più importanti quelli del 1050 - 1051, che ne hanno alterato le componenti più antiche. In ogni caso l’edificio conserva attualmente per gran parte la struttura romanica del XI secolo e rappresenta un vero gioiello architettonico, unanimamente considerato il più importante di Antrodoco. Le diverse sequenze storiche attraversate dall’edificio possono essere colte nell’interno a tre navate con abside semicilindrica e soprattutto negli affreschi che ne adornano le pareti, risalenti ad epoche che vanno dal 1200 al 1600. Di particolare interesse risulta il Campanile, soprattutto per la varietà del materiale di costruzione impiegato: conci scuri, pietra bianca, laterizi rossi.


S. Martino a Poggio Moiano

Piccola chiesa rurale con annesso romitorio benedettino, si trova a meno di un chilometro dal paese. Nella facciata, ornata da un rosone in pietra, sono incastonati tratti di bassorilievi e fregi di epoca romana. L’interno, ad una sola navata, conserva nell’abside due affreschi raffiguranti s.Martino che divide il mantello e S.Antonio Abate.



S. Martino a Turano
Presso Torano da ricordare la chiesa oggi diruta di S. Martino, a tre navi e che nel tempo ha subito notevoli rimaneggiamenti e ristrutturazioni, nominata per la prima volta dalle fonti nel XII secolo. La chiesa, che aveva alle sue dipendenze molte cappelle, mantenne la cura d'anime per tutta l'età medievale e fin dopo il concilio di Trento, quando la chiesa castrale di S. Pietro, di particolare rilevanza architettonica, che è ricordata nel 1252, subentrò nel ruolo.

S. Paolo a Poggio Mirteto

Appena fuori l'abitato di Poggio Mirteto, un importante castello fondato tra XIII e XIV secolo sorge la chiesa di S. Paolo, in antico chiesa cimiteriale del castello. L'edificio sacro, di piccole dimensioni, è ad aula unica, scandita da quattro campate con arconi ogivali. I restauri, compiuti in varie epoche, hanno profondamente alterato le strutture originarie, mentre l'apparato decorativo, di notevole interesse, è in pessime condizioni di conservazione. Il dipinto più noto, sito nella parte sinistra della controfacciata, rappresenta "L'incontro dei tre vivi con i tre morti", commentato da una lunga scritta metrica dialettale, oggi quasi del tutto evanita. Al di sotto, la scena che raffigura il compianto sul Cristo Morto, datata al primo decennio del Trecento. Nel catino absidale un affresco della prima metà del XVI secolo raffigura l'incoronazione della Vergine tra angeli musicanti.

 

S. Pietro ad Centum Muros a Montebuono

La chiesa di S.Pietro ad Muricentum o ad Centomuros, come le fonti la definiscono per via delle grandiose strutture appartenenti ad una villa rustica d’età romana che la circondano, sorge poco al di fuori dell’abitato di Montebuono su di un altura che, sovrastata dai monti Sabini, domina la valle del Tevere.La chiesa, pur fortemente rimaneggiata nel tempo, conserva i lineamenti della originaria struttura romanica che i recenti lavori di restauro hanno messo nuovamente in evidenza, eliminando molte delle superfetazioni successive. I lavori di rifacimento della pavimentazione hanno poi riportato in luce una serie di ambienti, in parte riutilizzati nel tempo come ossari, che appartenevano alla villa rustica normalmente definita le ”Terme di Agrippa” per via di un frammento di epigrafe ritrovata tra le rovine, che menzionava il generale Marco Vipsano Agrippa, tra l’altro anche genero dell’imperatore Augosto, morto a soli 51 anni in Campania nel 12 a.C. Con la costruzione della chiesa, nella quale furono reimpiegati molti materiali d’età romana, i muri della villa furono rasati soltanto in parte, sono quindi riemerse pavimentazioni musive o in opus spicatum, lacerti di pareti affrescate, una cisterna perfettamente intonacata, restituendo uno spaccato di grande interesse di alcuni ambienti pertinenti alla parte padronale della villa, la cui estensione era indubbiamente molto ampia. Nel quadro di grande effervescenza politica dei primi anni del secolo XII vi fu edificata la chiesa di s. Pietro ad Muricentum, la cui prima notizia risale al luglio del 1105. Nel Quattrocento s.Pietro era ancora la chiesa matrice di Montebuono, come attestano i forti lasciti testamentari del periodo e l’importante ciclo pittorico realizzato da iacopo da Roccantica, seguace di Ottaviano Nelli, che orna ancor oggi, anche se in gran parte evanito, il catino absidale, con un rilevante giudizio finale, e parte della navata destra.

S. Pietro a Magliano Sabina

Nel X secolo, la zona di Magliano, importante per i guadi e per i porti sul Tevere, vide il rapido nascere di numerosi insediamenti fortificati. Il castello di Magliano appare completamente strutturato soltanto alla fine dell'XI secolo. Nel giugno del 1155 presso Magliano si incontrarono Federico Barbarossa e papa Adriano IV. Soggetto ormai alla santa sede il castello di Magliano crebbe di importanza nel tardo medioevo, tanto che fu elevata al rango di città da Alessandro VI con privilegio del 1495 e con la chiesa di S. Liberatore che fu eretta cattedrale di Sabina. Nel centro storico spicca, oltre la chiesa cattedrale e S. Michele Arcangelo, la chiesa romanica di S. Pietro, edificata anch'essa con molta probabilità nei primi anni del secolo XII. Pur ampiamente rimaneggiato e pesantemente restaurato negli anni '30 di questo secolo, l'edificio sacro conserva l'essenzialità delle forme originarie, modellate con blocchetti di tufo. La facciata è scandita da sei sottili lesene a forma di colonne ed alla sommità è delimitata da una serie di archetti pensili di varia foggia. Al portale di infgresso si accede per mezzo di due rampe di scale di recente costruzione. L'interno è partito da tre navate divise da cinque agili colonne per lato, due delle quali d'età romana - una è tortile - sono state reimpiegate nell'edificio sacro. La chiesa, dopo un periodo iniziale di fortuna, perse la cura d'anime e, nel 1607, fu concessa alla confraternita locale di S. Maria di Ulliano, sotto la cuisdizione rimase fino al secolo scorso.

S. Vittoria a Monteleone

Si trova a circa un chilometro dal borgo, sulla strada che porta ad Oliveto. E' unanimamente considerata uno dei monumenti religiosi di maggior interesse artistico della provincia di Rieti. E' consacrata al culto della Vergine Vittoria, martirizzata nel III secolo d.C. durante le persecuzioni contro i cristiani ordinate dall'imperatore Decio. Un luogo di culto vicino al luogo dove la Santa fu sepolta era già noto nel corso del IX secolo, ma l'attuale edificio fu in realtà costruito soltanto nella prima metà del XII secolo; attorno al 1171 il vescovo Dodone la consacrò al culto di Santa Vittoria. La splendida facciata, che si apre al centro di un prato circondato da cipressi, presenta un portale sormontato da un elegante rosone ed è decorato da statue ricavate da monumenti romani. L'interno è a tre navate: le colonne che separano quella di destra da quella centrale appartengono ad un periodo che va dal XII al XVI secolo. In mezzo alla navata centrale si trova una profonda cisterna la cui acqua era in passato bevuta per devozione. Nei sotterranei, un sarcofago romano è ricordato come quello che avrebbe contenuto le spoglie di Santa Vittoria, ora nel convento di Bagnoregio.