Natura ed ambiente

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- Laghi e fiumi
- Monti

     - Il Monte Tancia
     - Il Monte Terminillo
     - I Monti della Laga
     - I Monti Lucretili  
     - Montagne della Duchessa
     - Monti Cervia e Navegna
- Sorgenti
- Sentieri C.A.I
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Monti


IL MONTE TANCIA

Le cime più elevate della parte settentrionale dei Monti Sabini, sono costituite dal Monte Tancia e dal vicino Monte Pizzuto che sfiorano i 1300 metri. Nel massiccio del Tancia, ci sono due principali paesaggi vegetali: quello termofilo ed eliofilo del versante meridionale e quello mesofilo dei versanti settentrionale ed orientale. Nel versante meridionale si trovano infatti le specie vegetali che preferiscono temperature più calde come il leccio (pianta sempreverde simile alla quercia, con foglie ovali dentate-spinose), il lentisco (pianta bassa e ramosa, con frutti carnosi rossi ricchi di olio), il terebinto (alberetto che fornisce una resina detta trementina, frutti aromatici commestibili e semi oleosi), la smilace (edera spinosa) ed il siliquastro (albero delle leguminose che, in primavera si copre di mazzetti di fiori rossi). Salendo di quota si trova il cerro (albero con foglie oblunghe e cupola a squame lineari), la quercia (albero con fori pendenti il cui frutto è la ghianda) ed altre macchie miste.
Nel versante settentrionale, a quote più elevate, invece si trova il faggio (grande albero con corteccia liscia e biancastra, foglie ovate e frutti a forma triangolare). Il sottobosco, infine, favorisce la presenza del ciclamino, del bucaneve e di molte orchidee spontanee. Per quanto riguarda la flora, nel territorio di Monte San Giovanni, è numericamente rilevante la presenza del cinghiale, il quale trova rifugio nei boschi di querce, ma si spinge anche al limite dei centri abitati e coltivati. Altre specie di animali che si trovano nel territorio di questo comune, sono: la lepre, la volpe, l'istrice, il tasso, il gatto selvatico, lo scoiattolo, la donnola e il riccio. Ci sono inoltre numerosissimi uccelli: ghiandaia marina, occhiocotto, verzellino, canapino, picchio verde, picchio rosso maggiore, allocco, cincia, civetta e barbagianni; e tra gli uccelli rapaci: la poiana, lo sparviero, il nibbio bruno e il gheppio.



IL MONTE TERMINILLO

Il Terminillo è la vetta più elevata dei Monti Reatini e una delle stazioni turistiche più importanti e meglio attrezzate dell’Appennino Centrale.Tra i 1500 e i 2000 metri di quota sono collocati 40 Km di piste per lo sci da discesa e 26 Km per lo sci di fondo.
Meta interessante anche per escursionisti ed alpinisti, il Terminillo conserva estese foreste di faggi, frequentate dal lupo, e pareti rocciose, dove nidifica l’aquila reale.


MONTI DELLA LAGA

Ricchissimi di boschi e torrenti, di cascate e laghetti, a confine tra Abruzzo, Marche e Lazio, in uno degli angoli più segreti e nascosti d'Italia, i Monti della Laga hanno un aspetto dolce e riposante. Pur superando i 2.500 metri di quota con Monte Gorzano, i Monti della Laga sono profondamente diversi dalle altre montagne appenniniche, soprattutto per quanto riguarda la struttura che è formata da rocce arenacee, solcate da una miriade di torrenti che si alternano a splendide abetaie, vaste faggete e rari boschi di betulla.
La natura geologica condiziona la morfologia di queste montagne, le cui cime si presentano più arrotondate, con numerose valli incise e profonde. La costituzione marnoso-arenacea fa sì che l'acqua scorra impetuosa in superficie, raccogliendosi in ruscelli, torrenti e fiumi, che precipitano a valle formando decine di splendide cascate. Tra le più alte e imponenti si ricordano quelle della Morricana, della Volpara, delle Barche, della Cavata, delle Cento Fonti, della Fiumata, e tante altre che in inverno, ghiacciate, offrono uno spettacolo di rara bellezza.
Nelle valli orientali della Laga, ricche di acqua e di estese foreste, è facile godere di quella straordinaria sensazione di ebbrezza, di fuga dalla convulsione e dai rumori delle città, toccando la pace, il bello e, in fondo, la semplicità di un bosco verde e incontaminato, dove scoprire orchidee multicolori e rare, come l'Orchidea epipogio senza foglia, osservare dalla radura il planare dell'Aquila reale e ammirare maestosi abeti bianchi e faggi secolari, veri giganti della foresta, in cui si aggira, libero e selvaggio, il Lupo dell'Appennino.

MONTI LUCRETILI

La catena dei Lucretili è formata da spesse coltri carbonatiche con calcari marnosi e marne. Diffusissimi i fenomeni carsici con doline, depressioni di vasta superficie come il "Pratone" di Monte Gennaro, campi carreggiati, grotte, pozzi e i due splendidi laghetti di Percile che occupano altrettante doline imbutiformi dal fondo impermeabilizzato da materiali argillosi.
Ricchissimo il patrimonio vegetazionale. Sul versante occidentale, al di sopra degli oliveti, si estende una vasta copertura con vegetazione mediterranea ricca di elementi di areale balcanico quali 1'albero di Giuda, lo storace, il carpino orientale. Altre essenze tipiche il leccio, l'orniello ed il terebinto. Più in quota o nei versanti orientali più freschi predominano i boschi con querce decidue, acero minore, tiglio, maggiociondolo, ciavardello mentre la faggeta, con formazioni di elevato pregio naturalistico e paesaggistico, domina la parte sommitale del rilievo.

MONTAGNE DELLA DUCHESSA

Le montagne della Duchessa sono il naturale proseguimento del Massiccio del Velino.
Gli affioramenti rocciosi che formano la dorsale sono in massima parte costituite da calcari; il fondovalle è occupato da depositi alluvionali e detritici recenti. Le morfologie dominanti sono quella carsica, che ha dato luogo alle tipiche forme superficiali di dissoluzione dei calcari e al deposito di "terre rosse", e quella glaciale dei depositi morenici come quello interessato dalla presenza del piccolo lago della Duchessa.



MONTI CERVIA E NAVEGNA

I due rilievi del Monte Cervia e del Monte Navegna, alti circa 1500 metri, sono costituiti dalle stesse rocce sedimentarie, in prevalenza calcari organogeni e calcareniti ma anche argille e marne. Dove prevalgono le rocce di tipo calcareo, i pendii si fanno più aspri, mentre in corrispondenza delle formazioni marnoso-arenacee, predominano morfologie dolci ed arrotondate. I due monti sono divisi dall’orrido vallone dell’Obito, le cui impervie gole costituiscono uno degli aspetti di maggiore bellezza ed interesse geomorfologico del comprensorio.