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Aree speleologiche
La
grotta di S. Michele Arcangelo
La
grotta di S. Michele Arcangelo è una cavità naturale
che l’acqua nel corso dei millenni ha scavato su una
parete di roccia calcarea alle pendici del monte Tancia.
All’interno della grotta, l’ambiente principale si restringe
in anfratti tortuosi. Il carsismo è tuttora in corso,
come si deduce dalla presenza di piccole escrescenze
umide sulla volta e sul pavimento; la grotta è viva
e l’acqua, complice il tempo, continua la sua opera
millenaria. Sulle pareti, inoltre, si notano concrezioni
di vario tipo, formate dal depositarsi del carbonato
di calcio che l'acqua infiltrata ha portato con sè attraverso
le pareti calcaree, e che si è depositato nei punti
in cui lo stillicidio delle gocce, succedutesi nei secoli,
ha dato vita a formazioni di stalattiti e stalagmiti.
Nella grotta si possono incontrare anche i pipistrelli,
che sostano appesi al soffitto, negli anfratti più nascosti.
La grotta di Val di Varri
La
grotta di Val di Varri, situata nel comune di Pescorocchiano,
è un sito di grande importanza, non solo archeologica,
ma anche naturalistica, ricco di corsi d'acqua sotterranei,
cunicoli e laghi, abbelliti da stalattiti e stalagmiti.
La
grotta Scura
La
grotta Scura, situata nel comune di Castelnuovo
di Farfa, è un tipico inghiottitoio di attraversamento,
nel quale confluiscono le acque di drenaggio della zona
di Cornazzano. Oltre ai pregi di tipo ambientale, la
grotta ha un rilevante interesse archeologico per la
presenza al suo interno di testimonianze del passaggio
umano, databili alla media età del bronzo (1400-1600
a.C.).

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