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La nascita
del paese sembrerebbe risalire ai secoli X-XII
, quando si assiste ad una vera e propria rivoluzione
curtense. La sua popolazione, infatti, dalla metà
dell'undicesimo secolo, abbandonò il vicino
Castrum di Campolungo per trasferirsi nell'attuale
Selci.
Sin dall'epoca romana, Selci
fu un centro strategicamente importante per il
controllo del percorso che dalla Salaria conduceva
a Forum Novum, il centro burocratico e religioso
del circondario. Dopo le invasioni barbariche
passò sotto la diretta giurisdizione della
Santa Sede, per effetto delle donazioni carolingie;
divenne così uno dei cosiddetti "Castra
Specialia", cioè "Castelli" importanti
strategicamente e quindi governati direttamente
dai pontefici tremite persone di loro assoluta
fiducia. Tra il 1333 ed il 1338 Selci , insieme
ad altri comuni, istigati dai Savelli, dagli Orsini
e dai Colonna, si ribellò alla Santa Sede,
non riuscendo però ad ottenere l'autonomia
sperata. Dal 1368 al 1596 gli Orsini furono i
signori del paese, dal 1596 al 1697 fu sottoposto
al feudo dei Cesi, dal 1697 al 1722 a quello dei
Vaini, quindi dal 1722 al 1860 tornò sotto
il dominio della Santa Sede. Nel 1861, con la
proclamazione del Regno d'Italia e la nomina di
Vittorio Emanuele a re, la Sabina fu aggregata
all'Umbria, con Perugia come capoluogo di Provincia.
Con la revisione delle circoscrizioni comunali
del 1927 molti comuni furono aggregati, mentre
Selci mantenne la sua autonomia, salvo qualche
breve parentesi di unione con Torri e Cantalupo.
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