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Rivodutri
 

Le prime notizie del castello di Rivodutri risalgono alla fine del XII secolo, ma le sue origini appaiono senza alcun dubbio pił antiche. Il suo nome deriva da un ruscello vicino, vanno escluse pertanto le etimologie fantasiose proposte nel passato. Nel territorio comunale sono oggi compresi i castelli di Apoleggia e di Cocoione, quest'ultimo diruto per le cui vicende iniziali si rimanda a quello di Morro, e di Rocchette, le cui origini sono molto meno chiare. Rivodutri fu ben presto inglobato nel contado reatino, ma fu spesso coinvolto nelle ribellioni che agitarono il Reatino nell'ultimo quarto del XIV secolo. Nel 1375, infatti, la cittą di Rieti insorse contro il governo degli ufficiali pontifici. Alcuni dei guelfi furono espulsi dalla cittą e si rifugiarono a Rivodu­tri, dove trovarono accoglienza e sostegno per attivare una campagna militare contro Rieti ed i ghibellini che ne avevano assunto il governo, guidati dal confaloniere Cecco Alfani. In appoggio ai fuoriusciti reatini e agli abitanti di Rivodutri si schierarono anche i castelli regnicoli pił prossimi alla frontie­ra, che cercavano di approfittare dello stato di instabilitą per avanzare rivendicazioni territoriali. Le ostilitą, dopo alterne vicende, videro il prevalere dei reatini, che, assoldate truppe mercenarie, posero l'assedio al castello e lo costrinsero alla resa, mentre i capi dei rivoltosi furono condannati alla decapi­tazione, alla confisca dei beni o al bando. Nel giugno del 1377 le varie fazioni raggiunsero un accordo per stipulare una pace duratura e per il ritorno della cittą sotto la giurisdizione pontificia. Gli abitanti di Rivodutri chiesero in questo frangen­te che ai condannati ed ai banditi fossero commutate le condanne in pene pecuniarie e che fossero esentati per un anno dal pagare le imposte dovute al comune reatino. Nel 1438 Rivodutri fu occupato dalle truppe al comando del cardinal Vitelleschi per aver dato ospitalitą e rifugio agli Alfani che si erano ribellati. Il legato pontificio fu inflessi­bile e ingiunse al comune reatino di far radere al suolo il castello e di allontanare tutti gli abitanti. Distruzione che fu deliberata nel 1439, ma l'anno successivo si diede nuovamente avvio alla sua ricostruzione. Di recente č stata individuata nel centro storico una inte­ressantissima porta alchemica, quasi unica nel suo genere. Nel 1817 con il definitivo riordinamento dell'assetto territoriale della delegazione di Rieti, Rivodutri, che insieme ad Apoleggia contava 1055 abitanti, fece parte del distretto di Rieti e del governatorato di Poggio Bustone. Rivodutri, nel 1853, era popola­to da 1112 persone, delle quali ben 622 abitavano in campagna, suddivise in due parrocchie, una, quella di s. Michele Arcangelo, composta da 948 persone che costituivano 192 famiglie in altret­tante case, l'altra composta da 37 famiglie in altrettante case, per 164 anime. In paese vi erano una osteria, una rivendita di sali e tabacchi, muratori, falegnami, sarti, fabbri, oltre ad un medico. La mola a grano apparteneva ai Crispolti.