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Montorio
in Valle - Pietraforte
Nel
1922 lungo la strada comunale che collegava Pozzaglia
ad Orvinio nello scavare un fossato, a circa un metro
di profondità, all'interno di un recipiente fittile
andato completamente distrutto, furono rinvenute un
certo numero di monete che, in numero complessivo di
29, furono vendute al museo nazionale romano tra il
1922 ed il 1924. La data di occultamento del tesoretto
è in parte controversa; secondo le ipotesi più accreditate
l'emissione più recente sarebbe quella della serie librale
datata al 225 a.C., termine probabile dell'occultamento.
Il territorio dell'attuale comune di Pozzaglia nell'alto
medioevo divenne frontiera tra il ducato longobardo
di Spoleto e quello di bizantino di Roma. Tra la fine
dell'VIII e gli inizi del IX, nella valle del Turano,
nella zona troviamo stanziati un gruppo di exercitales
longobardi - o forse meglio germanici -, uomini liberi
che partecipavano alla costituzione dell'esercito nel
regno prima longobardo poi franco, ai quali fu affidata
la messa a coltura del gualdo confinario di Pozzaglia.
Gradualmente, agli inizi del IX secolo, Farfa subentrò
nel possesso di varie aree diboscate e ridotte a coltura.
L'incastellamento fu piuttosto rapido. Nel 1026, infatti,
esisteva già un castello vecchio chiamato Pozzaglia.
Nel secondo quarto dell'XI secolo le fonti distinguono
un insediamento minore da un insediamento maggiore.
Un castello doppio, dunque, almeno nelle fasi iniziali.
Ricordato ancora nel 1094 nelle fonti farfensi le notizie
sul castello si rarefanno, per ricomparire sullo scorcio
del Duecento, quando Pozzaglia divenne un possesso dei
Colonna, acquistata dal cardinale Giacomo probabilmente
subito dopo il 1278, momento della sua promozione. Nel
1297, però, Bonifacio VIII privò il cardinale Giacomo
Colonna del castello, che fu conquistato da Bertoldo,
Gentile e Romano Orsini, padre, figlio e nipote rispettivamente,
cum multis periculis, laboribus et expensis.
Alla morte del pontefice Pozzaglia, che non era stata
disrutta come gli altri possedimenti colonnesi in Sabina,
Comunanza ed i castra Normannorum e Rivi Putei,
questi ultimi due insediamenti erano collocati nel territorio
dell'attuale comune di Montelibretti nei pressi del
Tevere, fu riconquistata con la forza delle armi.
Nel 1360 Pozzaglia fu assaltata e saccheggiata dai romani,
mentre agli inizi del 1400 la sollevazione dei Savelli
generò la reazione di papa Bonifacio IX che confiscò
i beni di Niccolò e Giovanni Colonna, decretando l'interdetto
ecclesiastico e bandendo una crociata contro di loro.
Dopo un aspro confronto fu raggiunto un accordo nel
1401 con i Colonna reintegrati nei loro possessi, che,
subito dopo, permutarono Pozzaglia con Giacomo Orsini
in cambio del feudo di Rocca di Cave. Scambiata tra
i vari rami degli Orsini, nel 1558 fu portata in dote
da Maria Orsini a Vincenzo Estoutville. Il loro figlio
Marzio nel 1573 vendette Pozzaglia, insieme ad altri
feudi, a Carlo Muti. Nel 1632 Michelangelo Muti cedette
Pozzaglia al principe Marcantonio Borghese. Il principe
don Camillo Borghese il 12 ottobre del 1816, pur essendo
ancora in vita il cognato Napoleone Buonaparte e la
moglie Paolina, rinunciò ai suoi diritti feudali su
Pozzaglia. Con il successivo decreto del 26 novembre
del 1817 con il quale il cardinal Consalvi riorganizzava
la struttura amministrativa dello stato della Chiesa,
Pozzaglia, 643 abitanti, aveva come appodiati Montorio
in Valle e Pietraforte ed era inserita nel distretto
di Poggio Mirteto, governatorato di Orvinio. Nel 1853
a Pozzaglia abitavano, tutti all'interno del paese,
839 persone, suddivise in 166 famiglie, che occupavano
153 case. La chiesa parrocchiale era intitolata a s.
Nicola. L'assistenza ai malati era assicurata da un
medico e dalla farmacia Negri. Gli artigiani presenti
erano quattro sarti, cinque sediari, un materassaio.
Unica bottega la solita rivendita di sali e tabacchi,
la mola a grano apparteneva ai principi Borghese.
Montorio
in Valle
La
fondazione di Montorio, toponimo molto diffuso che ingenera
confusione, dovrebbe risalire al X-XI secolo. La prima
citazione certa sembra risalire al 1094, nell'ambito
di una delimitazioni di confini intorno al castello,
oggi diruto, di Offiano. Per le prime fasi di vita non
si hanno ulteriori notizie. Sullo scorcio del medioevo
gli Orsini ne divennero signori. Nel 1558 passò agli
Estouteville per matrimonio per poi essere rivenduto
nel 1573 ai Muti, che nel 1632 lo permutarono con i
Borghese. Montorio in Valle, al momento della riorganizzazione
delo stato della Chiesa, nel novembre del 1817, aveva
262 abitanti e divenne appodiato di Pozzaglia. Il paese
intorno alla metà dell'Ottocento era costituito da pochi
abituri, la via d'accesso era definita «alpestre». 245
gli abitanti, 52 le famiglie, 49 le abitazioni, la chiesa
parrocchiale era dedicata a s. Stefano protomartire.
Gli artigiani presenti erano soltanto due materrassai,
dei sarti ed un maniscalco, in vendita soltanto sali
e tabacchi.
Pietraforte
Le
notizie sulle prime fasi di vita di Pietraforte sono
praticamente inesistenti. Il castello sembra essere
stato fondato prima del 1094, poi null'altro. Nel registro
delle chiese della diocesi di Rieti del 1252 compare
la chiesa di s. Stefano de Petreforti che assieme a
s. Maria de Casale doveva mezza procurazione al vescovo
di Rieti. S. Stefano doveva inoltre un censo annuo di
una corba di grano ed una di spelta. La presenza della
chiesa, che aveva cura d'anime, inferisce che l'insediamento
fortificato fosse già stato costruito ben prima di questa
data.
Nelle successive vicende storiche di Pietraforte si
intrecciano gli interessi dei Colonna e degli Orsini,
che ne divennero unii proprietari nella seconda metà
del Qauttrocento. Sulo scorcio del secolo uccessivo
signori ne erano divenuti i marchesi Castelli di Terni,
imparentati con gli Orsini. Nel 1612 Giovanni Francesco
Castelli vendette Pietraforte al principe Marcantonio
Borghese, da questi girato come parte del pagamento
di Montorio Romano a Oddone da Palombara, il quale nel
1639 fu autorizzato da papa Urbano VIII a venderlo a
Valerio Santa Croce. Rivenduto ancora ai marchesi Maccarani.
Nel 1701, con chirografo di Clemente XI, Silvio Maccarani
fu autorizzato a cedere Pietraforte a Giacomo Ossoli.
Il 12 febbraio del 1817 rinunciò ai suoi diritti feudali
su Pietraforte il marchese Antonio Ossoli.
Nel novembre dello stesso anno, quando, per mezzo del
decreto Consalvi fu ristrutturato amministrativamente
lo stato della Chiesa, il paese contava 252 abitanti
e divenne appodiato di Pozzaglia. Nel 1853 Pietraforte
aveva 290 anime che componevano 67 famiglie che vivevano
in 65 case sotto la parrocchia di s. Stefano. Unico
spaccio la rivendita di sali e tabacchi, mentre la
mola a grano apparteneva ai Morelli.
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