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Cottanello
 

Il territorio di Cottanello deve la sua fama alle importanti cave di marmo rosato utilizzate nel Rinascimento in molte chiese romane, da ricordare in particolare le colonne di S. Pietro, ma già usato in epoca romana. Per quanto riguarda questo periodo da segnalare soprattutto una villa rustica sita in località Collesecco. Questo complesso è stato esplorato a cavaliere degli anni '70 e degli anni '80 da parte della soprintendenza archeologica per il Lazio. La villa si è conservata abbastanza bene sia nelle strutture dell'alzato, sia nelle pavimentazioni a mosaico ed offre un buon esempio dello sviluppo della pianta di una abitazione articolata in un atrio con peristilio. Dal vestibolo infatti si accede infatti ad un atrio compluviato e, attraverso di esso, al tablino che ha quattro cubicoli disposti simmetricamente sui due lati lunghi e, dalla parte opposta dell'atrio il triclinio estivo. Questo comunica sia con un peristilio sia con uno xystus porticato collocato lungo il lato lungo. Tablinio, cubicoli e triclinio conservano la pavimentazione a mosaico. Le stanze di abitazione erano collocate lungo il lato meridionale del peristilio. Tra questi ambienti e l'atrio si trovava un impianto termale composto da un frigidario circolare scandito da quattro nicchie, un tepidario ed un caldario rettangolare con una piccola abside. La villa è stata realizzata in opera quasi-reticolata, utilizzando sia il marmo di Cottanello che il calcare locale. Il primo impianto quindi potrebbe essere collocato intorno alla metà del I secolo a.C. Un intervento di ristrutturazione e di restauro, con forte uso di laterizi, sembra invece essere avvenuto in età flavia, nella seconda metà del I secolo d.C. Un ulteriore intervento, segnalato dalla utilizzazione dell'opera listata, sembra essere avvenuto nel III secolo d.C. A Cottanello sono presenti importanti resti dell'antico sistema difensivo articolato su due cinte. In via dello Steccato da segnalare una interessante porta-torre. Nelle vicinanze del paese, molto degradata, la chiesa di S. Nicola, in origine dedicata a S. Agostino e fondata nel 1384. Nei pressi di Cottanello è presente la caratteristica chiesetta rupestre di S. Cataldo, incassata nella roccia lungo la strada per Contigliano, all'interno della quale sono conservati importanti affreschi databili ai primi decenni del XIII secolo. Sempre nel territorio di Cottanello da segnalare i ruderi del castello di Castiglione, al quale si accede dall'abitato moderno per mezzo di una salita molto ripida. L'insediamento è ormai molto degradato, ma mostra ancora alcuni aspetti dell'impianto tardomedievale. Il castello di Castiglione si sottomise a Narni nel 1282 per passare successivamente sotto il controllo degli Orsini. Tra la strada di collegamento con Contigliano, nei pressi del valico e del monte Lacerone in località la Rocca a 925 m di quota, esistono ancor oggi le rovine della rocca di Montecalvo. Questo insediamento era appartenuto in antico ai nobili di Labro che, nel 1295, lo avevano venduto al comune di Rieti. ma, data l'importanza di Montecalvo da un punto di vista militare per il controllo che esercitava sulla importante via di collegamento tra conca Reatina e valle del Tevere, si intromise il potente comune di Narni che riuscì ad ottenere, con l'assenso del comune reatino, la sottomissione del castello a coronamento di una strategia tesa ad assicurarsi il controllo egemonico delle più importanti vie di comunicazione dell'area. Il comune di Rieti riuscì a sua volta a frenare la politica espansiva del comune di Narni e ad assicurarsi il controllo dell'importante rocca, dopo averla distrutta nel 1377 e nel 1384. Nel contempo gli abitanti di Cottanello riuscirono a rivendicare il possesso del territorio del castello abbandonato nella seconda metà del XIV secolo e da unirlo al loro. Il castello di Cottanello è stato fondato probabilmente in X secolo. Nel 1027, nell'ambito di una più vasta donazione, Susanna con il consenso del marito Attone donò al monastero di Farfa tutto ciò che aveva ereditato dal padre Landolfo e dalla madre Tassia nel castello di Cottanello. La quota di Farfa dovette essere rapidamente alienata perché nei cartulari monastici non sono rimaste ulteriori tracce dell'insediamento. Nel XII secolo il castello divenne soggetto alla santa romana Chiesa alla quale versava un censo annuo di sei libbre di provisini, come attestato dal registro di Cencio camerario del 1192. Cottanello fu occupato con la forza dal vir sanguinum - l'uomo di sangue - Raullo detto Surdus, che aveva occupato il castello e la torre, nel 1263, in occasione di un nuovo omicidio, il sindaco Luca di Alessandro se ne dolse con papa Urbano IV. Il pontefice, al quale era ben conosciuta la cattiva fama di Raullo, noto per aver già ucciso un messo di Corradino di Svevia, ordinò al rettore di Sabina, Giovanni Gaetano Orsini, nominato da poco, di provvedere al recupero del castello e della torre di Cottanello, anche nel caso che il possesso di Raullo fosse legittimo. Nel 1278 i suoi abitanti maschi, dai 14 ai 70 anni, giurarono fedeltà al papa Niccolò III, loro antico rettore. Al momento dei grandi scontri avvenuti in Sabina nel 1283, gli abitanti di Cottanello, piuttosto che difendere la propria autonomia alleandosi con Narni, preferirono passare sotto il dominio di Orso Orsini, contenendo in tal modo gli oneri signorili su livelli di gran lunga inferiori a quelli imposti ad altri castelli. Il castello rimase costantemente in possesso della famiglia baronale romana, pur alternandosi tra i vari rami. Nel 1587, alla morte senza eredi legittimi di Carlo Fausto Orsini fu legato per diposizione testamentaria al duca di Bracciano, Virginio Orsini. Il testamento fu però impugnato dalla camera apostolica, che incamerò il feudo, ritenendo estinta la linea in grado di ereditare in modo legittimo. La lite giudiziaria che si accese fu lunga e asperrima. Soltanto agli inizi del XVIII secolo la controversia i concluse con un accordo che prevedeva nuovamente la signoria degli Orsini sul castello, mentre alla camera apostolica sarebbero rimasti i frutti maturati. Al momento della riorganizzazione dello stato della Chiesa, giunto a compimento nel 1817, Cottanello, con 509 abitanti, era comune sotto il Governo di Contigliano. Successivamente passò sotto il governo di Poggio Mirteto e gli fu appodiato Castiglione, sottratto a Greccio. Alla metà del XIX secolo a Cottanello vivevano 798 persone, delle quli 330 erano sparse nella campagna, suddivise in 155 famiglie che occupavano un pari numero di abitazioni. La chiesa parrocchiale era dedicata a s. Andrea apostolo. Nel paese erano presenti una bottega di spiriti e liquori, una pizzicheria un macello, una rivendita di sali e tabacchi, quattro calzolai, due ebanisti, due carrettieri, una bottega di ferri lavorati, un medico e un notaio. La mola a grano era di un tal Menicucci. Castiglione invece contava 150 anime riunite in 24 famiglie che abitavano altrettante case. 70 vivevano in campagna e soltanto 80 nel piccolo castello. Secondo il Palmieri il paese sorgeva "con disastrose vie sulla vetta di alpestre monte" e, oltre alla chesa parrocchiale di Salvatore, "nessuna cosa di rimarco, se non che i buoni abitanti coltivano con ogni fatica i terreni del loro territorio". Non stupisce quindi che Castiglione sia stato successiamente abbandonato.