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Contigliano
 

Gli insediamenti medievali - San Pastore - San Lorenzo - S. Tomeo


La fondazione del castello di Contigliano è malcerta. Le prime notizie sicure di un popolamento presente nella zona risalgono agli ultimi decenni dell'VIII secolo, anche se tutta l'area era fittamente popolata già in età romana come dimostrano i notevoli ritrovamenti compiuti nel territorio. Sempre nel territorio contiglianese, il cui toponimo mostra chiaramente una origine prediale romana, era collocato un santuario dedicato ad Ercole, i cui resti, in particolrae una importante iscrizione, sono conservati presso il museo civico di Rieti. La zona, una delle più fertili della conca reatina e solo in parte interessata al fenomeno dell'impaludamento, era fittamente coltivata ed i possessi agrari fortemente frammentati. Il popolamento era caratterizzato da forme insediative sparse, mentre l'inquadramento religioso era assicurato dalla chiesa di s. Lorenzo (almeno X secolo) e dal monastero benedettino di s. Pastore (VIII secolo). La prima attestazione del castello di Contigliano è tarda, della metà del XII secolo. L'insediamento fortificato ebbe uno sviluppo consistente fino a divenire uno dei centri demici più importanti del contado reatino. La cinta muraria, oggi soltanto in parte visibile, fu ampliata più volte nel Rinascimento per rispondere alla crescente pressione demografica, nel Quattrocento la popolazione di Contigliano superava i 300 abitanti. Nel tessuto castellano fortemente ristrutturato in età moderna e contemporanea spicca l'imponente chiesa collegiata di s. Michele Arcangelo, iniziata alla fine dl XVII secolo e completata, sia pur parzialmente, nel successivo. Nel 1817, con la definitiva sistemazione dell'assetto della delegazione di Rieti, Contigliano, che aveva 1282 abitanti ed appodiati Collebaccaro e S. Filippo, divenne sede di governatorato, dal quale dipendevano i comuni di Greccio, di Monte San Giovanni, di Cottanello e di S. Elia con i rispettivi appodiati per una popolazione complessiva di 6.941 abitanti. Alla metà dell'Ottocento a Contigliano erano presenti due caffè, un macello, un forno, una rivendita di sali e di tabacchi, una pizzicheria, una drogheria, un tinozzaro, due mole a grano, una di Pizzoli, una di Prosperi. Erano presenti anche un medico, un notaio e la farmacia Battigalli. Quasi tutti gli abitanti erano addetti ai lavori campestri. A Contigliano vi erano anche due maestri di scuola, due posti gratuiti al seminario di Rieti e le maestre pie. Contava 1752 anime, per complessive 339 famiglie in 317 abitazioni. Delle quali 1309 abitanti in campagna e 443 nel paese. Le fiere era tenute il 7 maggio ed il 9, 10 e 11 agosto. Unica parrocchia s. Michele Arcangelo, definita di squisita architettura, decorata di marmi e di buoni quadri, fra i quali un s. Filippo Neri, opera di Carlo Maratta, era presente anche un organo grandioso.

Gli insediamenti medievali
Nel territorio del comune di Contigliano esistono due centri di origine medievale come Collebaccaro e San Filippo. Le notizie su Collebaccaro sono molto scarne, la prima citazione risale infatti al 1128. Il castello faceva parte del complesso sistema insediativo signorile della bassa val Canera articolatosi pienamente tra XI e XII secolo ed inglobato poi nel contado reatino tra XIII e XIV secolo, pur con precise norme di salvaguardia a difesa delle antiche autonomie conquistate dalle consorterie castrali della vallata. Per un certo lasso di tempo compreso tra XII e XIII secolo, Collebaccaro fu un castello di proprietà del vescovo di Rieti. Un insediamento tra i minori del contado reatino dato che nel Quattrocento contava poco più di una decina di famiglie. Nell'Ottocento, poco dopo la metà, a Collebaccaro vivevano 412 persone suddivise in 80 famiglie che occupavano 80 case. Molto alta la popolazione sparsa nella campagna, ben 330 persone, mentre soltanto 82 vivevano all'interno del piccolo paese, nel quale esistevano un'osteria ed una rivendita di sali e tabacchi. Due le mole a grano di proprietà delle famiglie Impeciati e Properzi. San Filippo è l'insediamento superstite di un gruppo di piccoli abitati fortificati, quali Monte Romano, Vena Rossa, Torre Canera, posti a cavaliere dello sbocco della valle nella conca reatina. Il suo nome originario era quello di Scornabecco, che derivava da un'erba particolarmente diffusa nella zona. Il nome fu trasformato nell'attuale nel 1601 con decreto di papa Clemente VIII, mutuato dalla chiesa parrocchiale, fondata all'interno dell'abitato intorno alla metà del Trecento. Il piccolo paese nel 1853 contava 378 anime, 78 delle quali vivevano in campagna, che costituivano 71 famiglie che occupavano 68 case. La chiesa parrocchiale era dedicata ai ss. Filippo e Giacomo. Nel centro non esisteva nessuna bottega, nelle vicinanze era situata una mola a grano del marchese Vincentini, dei Fabriani e dei Marri.

San Pastore
Il monastero di s. Matteo de Insula fu fondato agli inizi del XIII secolo per poi divenire, nel 1218, una filiazione di s. Maria di Casanova in Abruzzo. L'attività dei cistercensi si concentrò sulle operazioni di bonifica della piana compiute di concerto con il comune reatino che donò un buon quantitativo di terre paludose ai monaci. La bonifica cistercense ebbe in un primo momento esiti confortanti ed andò pertanto ad urtarsi con l'opposizione del capitolo della cattedrale reatina che rivendicava la proprietà dei terreni bonificati. Nel breve periodo però la bonifica non riuscì a mantenere i buoni risultati iniziali, tanto che i monaci ed i conversi furono costretti ad abbandonare l'insediamento originario che era stato costruito su di una altura all'interno dell'area paludosa per trasferirsi dall'insalubre s. Matteo al monastero benedettino di s. Pastore nei pressi di Contigliano, che esisteva almeno fin dall'VIII secolo, ceduto ai cistercensi per l'occasione. I lavori di riattamento e di trasformazione dei vecchi edifici erano ricordati da epigrafi oggi non più esistenti. La costruzione della chiesa prese l'avvio nel 1255 ed era già terminata nel 1264, mentre la fabbrica degli altri edifici annessi continuò per più anni, dato che nel 1283 si stava ancora lavorando ai dormitori. Molti restauri furono compiuti sugli edifici tra Quattrocento e Cinquecento. Da ricordare in particolare quelli compiuti dall'abate commendatario Silvestro de Nobili di Labro, attestati anch'essi da un'epigrafe, scomparsa, del 1476 e dal cardinal Agostino Spinola. Il monastero fu lasciato dai cistercensi dopo il 1561 e dal 13 dicembre del 1580 esso fu affidato ai canonici lateranensi, per essere definitivamente abbandonato nei primi decenni del secolo scorso.

San Lorenzo
Un'altro sito di particolare interesse nei dintorni di Contigliano è costituito dalla chiesa di s. Lorenzo. la chiesa una volta arcipresbiterale è oggi in uno stato di profondo degrado priva di tetto e prossima al crollo. La sua importanza è notevole e consiste nel fatto che essa fu edificata su di una villa romana probabilmente nell'alto medioevo. L'impianto dell'attuale edificio è romanico, con forti rimaneggiamenti successivi.

S. Tomeo
La chiesa rurale di s. Tomeo che sorge a poco meno di 1000 metri di quota su di uno sperone roccioso di monte Cimamacchia è ancor oggi meta di devozione e di pellegrinaggi da parte dei contiglianesi, è nominato per la prima volta nel registro delle chiese della diocesi reatina del 1252. La particolare devozione è spiegata dal fatto che nella chiesa erano conservate le reliquie di s. Leonardo de Foscariis.