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Configni
 

Lùgnola

Il castello di Configni fu fondato, probabilmente in X secolo, in un sito di confine, come attesta lo stesso toponimo, tra il comitato di Sabina e quello di Narni, nel quale era incluso. La prima notizia che lo riguarda compare nel 1027, quando Susanna, figlia di Landolfo, con il consenso del marito Attone, lo donò a Farfa. Dopo questa data il castello non compare più tra le carte farfensi, si deve ritenere pertanto che il monastero lo abbia alienato o locato non molto tempo dopo. Da notare che, nel 1036 nel territorio di Configni, Susanna, figlia del defunto Berlengario e nonna del monaco Gregorio da Catino, il ben noto cronista farfense, aveva acquistato un terreno vignato dal nobiluomo Guinizone. Nella seconda metà del XII secolo, Configni era soggetto allo stato della Chiesa e doveva corrispondere come censo annuo 50 soldi, più altri 6 da versare ai collettori. Agli inizi del Duecento il castello si era sottomesso al comune di Narni e doveva offrire per la festa di s. Giovenale, patrono della città, un cero del peso di due libbre, secondo quanto riporta un privilegio emanato da papa Gregorio IX nel 1227. Il 27 gennaio del 1277 nella loggia del palazzo comunale di Narni gli uomini del castello di Configni rinnovarono il loro giuramento di fedeltà e di vassallaggio, per loro e per i loro discendenti, al comune narnese. Nel 1401 papa Bonifacio IX scorporò dal contado di Narni Configni e ne nominò signore il fratello Andrea Tomacelli, che lo detenne per non molto tempo. Il 4 dicembre del 1411, papa Giovanni XXIII concesse in feudo a Francesco Orsini i castelli di Configni e di Lùgnola in cambio di un censo annuo di un falchetto da caccia. Nel 1433 i due castelli furono compresi in una riorganizzazione ed in una nuova suddivisione di tutti i beni che gli Orsini possedevano in Sabina. In questo stesso anno gli uomini del castello dovettero inviare sette soldati a piedi bene armati ad Otricoli per contribuire a formare l'esercito pontificio. I due castelli rimasero in possesso di Francesco Orsini che nel 1452 vide convertito il suo censo annuo di un astore in una libbra di argento, mentre nello stesso periodo scoppiò una controversia confinaria con Lùgnola. Alla morte di Francesco, i due castelli furono ereditati dall'arcivescovo di Taranto Marino e dai suoi fratelli, mentre il censo fu ancora convertito in 8 fiorini di camera. Nel 1481 il censo fu corrisposto da Raimondo Orsini, conte di Gravina, nel 1489 da Francesco Orsini, nel 1510 da Ferdinando Orsini, duca di Gravina, nel 1525 da Giovanni Antonio Orsini, duca di Gravina, che, nel 1538, aggiunse ai due castelli anche San Gemini. Per breve tempo, dal 1603 al 1609, Configni entrò in possesso di Paolo Emilio Cesi, marchese di Riano, per tornare nel 1609 sotto il dominio di Giovanni Antonio Orsini, conte di Nerola, duca di San Gemini e principe di Scandriglia. Agli inizi del Settecento passò sotto il governo di Spoleto, per tornare poi sotto il governo distrettuale di Poggio Mirteto nel 1817, governatorato di Calvi, al quale era appodiato, con una popolazione, insieme a Lùgnola, di 551 abitanti. Il governatorato di Calvi fu successivamente riorganizzato con la retrocessione di Calvi a comune compreso nella provincia di Spoleto e nel governo di Narni, mentre al suo posto fu Magliano a divenire sede di governo nel 1847. Poco dopo la metà del secolo XIX, Configni, comune sotto il governatorato di Poggio Mirteto, contava 445 anime, 229 delle quali vivevano in campagna, le restanti 149 nel paese. Complessivamente le famiglie era 103, mentre soltanto 86 le case disponibili. La chiesa parrocchiale era intitolata a s. Maria Assunta. Presente un medico ed un maestro di scuola. Nel paese c'era un albergo, due botteghe di ferri lavorati, una rivendita di sale e tabacchi, un oste, un falegname, un muratore, un ebanista, un calzolaio, un ebanista e un tinozzaro.

Lùgnola
Il toponimo Lungula compare per la prima volta nel 1036, con un termine, finis che fa pensare ad un territorio già strutturato e qundi alla probabile presenza di un insediamento fortificato. Nello stesso anno, grazie ad una donazione di alcuni beni fondiari fatta a Farfa, si conosce anche il nome antico di Lùgnola, che era quello di fundus Albaneta. Dopo queste due notizie bisogna giungere alla seconda metà del XII secolo per trovare citato ancora il castello di Lùgnola, inserito nel comitato di Narni e ormai soggetto allo stato della Chiesa al quale doveva corrispondere un censo annuo di 10 soldi. Agli inizi del Duecento anche Lùgnola era soggetta al comune di Narni e doveva offrire per la festa di s. Giovenale, patrono della città, un cero del peso di quattro libbre, secondo quanto riporta un privilegio emanato da papa Gregorio IX nel 1227. Nel 1261 avvennero degli scontri con gli uomini di Calvi per una controversia territoriale, ma il comune di Narni intervenne decisamente in favore di Lùgnola. Nel 1277, il 3 e l'8 febbraio, gli uomini di Lùgnola riconobbero i diritti che sul castello esercitava il comune umbro, rinnovarono il giuramento di fedeltà e di vassallaggio e promisero di osservare tutti gli ordini dei rettori della città. Da allora in poi le vicende di Lùgnola si intrecciarono intimamente con quelle di Configni. Alla metà dell'Ottocento, Lùgnola, appodiato di Configni, era abitata da 238 persone, 63 delle quali abitavano in campgna, suddivise in 49 famiglie che vivevano in altrettante case, sotto la parrocchia di s. Cassiano. Presenti nel paesino una bottega di ferri lavorati, una mola a grano ed una ad olio di Senzi.