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Colle di Tora
 

Le origini di Colle di Tora, in antico Collepiccolo, sono comuni alla serie di piccoli castelli fondati tra X e XI secolo da varie consorterie, tra le quali la più importante quella dei Guidoneschi. La prima notizia certa dell'esistenza del castello è abbastanza tarda è si riferisce al registro delle chiese della diocesi reatina redatto nel 1252, che ricorda la chiesa di s. Tommaso de Colle Piccolo, che doveva con le cappelle dipendenti mezza procurazione al vescovo, più due corbe di grano e due di spelta. Le cappelle dipendenti erano s. Felice di Antuni, s. Lorenzo, s. Cipriano, s. Maria de Corneto, s. Lorenzo, s. Maria de Navegna, s. Antimo, s. Salvatore, s. Giovanni di Castelvecchio, s. Vittoria e s. Leonardo, a dimostrazione dell'importanza e dell'influenza della chiesa e del castello sulla zona. I Brancaleoni ebbero in possesso Collepiccolo probabilmente a partire dal XIII secolo. Nel Quattrocento il castello passò agli Orsini. Alla morte di Pietrangelo, il castello passò al figlio Pietro Francesco, il quale, a sua volta, designò come eredi i figli naturali legittimati Pietro Angelo e Troilo, escludendo la figlia legittima Violante. In conseguenza si accese una controversia molto aspra che i beni contesi furono presi sotto l'amministarzione diretta della camera apostolica. Morto Troilo, nel 1513 la moglie Gerolama Santacroce, in conto e per nome delle figlie, fece occupare militarmente Collepiccolo e gli altri castelli sabini contesi. Intervenne energicamente il papa Leone X, che nominò un commissario apostolico, che impose la restituzione dei beni indebitamente occupati. Sopitasi la controversia, Collepiccolo restò in possesso degli Orsini fino al 1634, quando Maherbale Orsini lo vendette, insieme a Castevecchio, al principe Marcantonio Borghese per la somma complessiva di 43.000 scudi. La famiglia nobile romana governò il castello fino al 12 ottobre del 1816, momento in cui il principe don Camillo Borghese, pur essendo ancora in vita il cognato Napoleone Buonaparte e la moglie Paolina, rinunciò ai suoi diritti feudali su Collepiccolo. Appodiato di Castelvecchio, pur tra forti contrasti, alla metà del secolo XIX contava 411 abitanti suddivisi in 83 famiglie che vivevano in 83 case. Le famiglie più importanti erano i Teodori e i De Santis. Nessuna bottega, ma vi erano "un fabbricatore di polvere da cannone" e la mola a grano dei Fontana. La chiesa parrocchiale, priva di organo, era dedicata a s. Lorenzo. Tra Collepiccolo e Castelvecchio si trovava l'antico convento di s. Anatolia dei padri cappuccini.