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Le
prime notizie su Poggio Bustone compaiono agli inizi
del XII secolo. Il 24 novembre del 1117, infatti, il
vir illustrissimus Berardo, che apparteneva ala famiglia
dei conti dei Marsi ed era figlio di Rainaldo III, insieme
a sua moglie della quale per una lacuna del testo non
è stato tramandato il nome, donò all'abbazia di Farfa
sia il castrum che il podium Bastonis. Inzialmente siamo
dunque di fronte ad un insediamento fortificato doppio,
un castrum ed un podium vicini, quest'ultimo sopravvissuto,
mentre il primo è scomparso. Il possesso di Poggio Bustone
da parte dell'abbazia di Farfa dovette durare molto
poco, dato che, al momento della conquista normanna,
i due insediamneti furono inglobati nel regno meridionale
e divisi tra due feudatari in capite, Giovanni di Fortebraccio
e Rainaldo da Barete. Suffeudatario tanto del castrum
quanto del podium era invece Pandolfo da Cantalice.
L'appartenenza di Poggio Bustone al regno normanno durò
per pochissimi anni e, dall'ultimo terzo del XII secoo,
fu compreso stabilmente all'interno del territorio del
contado reatino. I resti più interessanti delle strutture
difensive del castello sono la così detta porta del
Buongiorno, legata ai ricordi francescani, e nella
zona alta del paese la parte inferiore di una torre
pentagonale e della porta superiore. Uno dei castelli
più importanti del contado reatino ebbe notevoli accrescimenti
nel tempo, come dimostra l'attestazione di un borgo
extramurario agli inizi del Quattrocento. Nel 1817 con
il definitivo riordinamento dell'assetto territoriale
della delegazione di Rieti, Poggio Bustone fu incluso
nel distretto di Rieti e divenne sede di un governatorato
che aveva lal e sue dipendenza i comuni di Labro, Morro
e Rivodutri con Apoleggia, per una popolazione complessiva
di 3.793 persone. A Poggio Bustone, intorno all metà
dell'Ottocento vivevano 1175 persone riunite in 256
famiglie che occupavano altrettante case. Poco meno
della metà, 498, abitavano in casali sparsi nela campagna.
La chiesa parrocchiale, definita «passabile, e senz'organo»,
era intitolata a s. Giovanni Battista, un'altra chiesa
era presente in paese, altre due nel contado. Le famiglie
preminenti erano quelle dei Giordani e dei Matteucci.
A Poggio Bustone eranp presenti un macello, una rivendita
di sali e tabacchi, un chiavaro, falenami, muratori,
calzolai, sarti, tornitori e sediari. Le mole a grano,
situate nell'alto del paese, erano due, una dei Vitelleschi,
l'altra di Mostarda e Gentilucci, presente il monte
frumentario. Due erano anche le mole ad olio, una di
Giordani, l'altra di Matteucci. Il comune pagava un
medico-chirurgo ed un maestro di scuola, mentre la farmacia
era della famiglia Moschetti. la festa popolare si
celebrava la prima domenica di settembre, mentre la
fiera si svolgeva il 14, il 15 ed il 16 dello stesso
mese. Nel tessuto urbano spiccava «una grande casa Comunale
di antica costruzione».
Gli
insediamenti religiosi
Il
terzo dei santuari francescani della conca reatina è
legato anch'esso alla figura di s. Francesco. Il santuario
è sorto vicino al centro abitato. Il convento fu fondato
tra il 1235 ed il 1237 ed è stato in seguito più volte
rimaneggiato. Sul monte che sovrasta il convento è situato
il romitorio abitato da s. Francesco nel 1208, quando
giunse per la prima volta nella valle reatina. L'insediamneto
religioso più importante, oltre a quello già citato,
situato nel territorio del comune di Cantalice è senza
ombra di dubbio la chiesa oggi diruta di s. Maria in
Consenano. La chiesa, fondata dai conti dei marsi probabilmente
in XI secolo, fu poi donata a Farfa, agli inizi del
XII secolo, insieme a Poggio Bustone ed al castrum Bustonis,
subito abbandonato. La chiesa ebbe una funzione di estrema
importanza n ello svilupo economico dell'area, dato
che era un rilevante centro di manufatti in legno,
in particolare scodelle, materiale molto abbondante
in questo periodo nella zona, considerati i forti diboscamenti
che furono operati sull massiccio del Terminillo tra
XI e XII secolo. Con l'invasione normanna la chiesa
fu inizialmente inglobata nel regno meridionale, per
poi tornare nuovamente nello stato della chiesa. Intorno
ala chiesa si formò anche un villaggio che sopravvisse
soltanto fino al XVI secolo, quando i suoi abitanti
si trasferirono a Poggio Bustone.
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