Centri storici e città d'arte
Borgo Velino
 

Chiesa dei ss. Dionisio, Rustico ed Eleuterio

Borgovelino appartiene a quel gruppo di centri fondati a cavaliere tra XIII e XIV secolo dalla cancelleria angioina per solidificare la frontiera settentrionale del regno di Napoli, ristrutturando ed accentrando castelli e villaggi di più antica origine e, nel contempo, riducendo fortemente il potere signorile a livello locale, in questo caso in particolare, quello dei del Duca, discendenti dai duchi di Urslingen, e che avevano la loro roccaforte nel castello di Forcapretula. Non si conosce con precisione la sua data di fondazione, ma le prime notizie di Borghetto, questo è il nome con il quale le fonti definiscono il nuovo centro abitato e ne connotano la mancanza di apparato fortificatorio ed il suo sorgere lungo una strada di particolare importanza come era tornata ad essere la Salaria, appaiono dopo il 1330-1340, a questo periodo dunque sembra risalire la sua fondazione, pochi anni dopo, però, intorno al 1349-1350, fu assaltato e bruciato dagli aquilani. Alla fine del Settecento, Borghetto contava 1.200 anime, quasi tutte dedite all'agricolura e alla pastorizia, mentre il prodotto di maggior pregio era il formaggio. Il territorio di Borgovelino era però fittamente popolato nell'antichità. Uno dei monumenti di maggior rilevanza che sorge nel tessuto urbano dell'abitato è costituito dai resti di un grandioso edificio, in parte visibile, in parte percorso dalla ferrovia Rieti-L'Aquila, comunemente denominato 'Ninfeo dei Flavi'. La struttura è lunga circa 31,5 m ed è alta poco meno di 6. Essa è costruita in laterizio ed è scandita da tre grandi ambienti coperti con volta a botte, che erano inframmezzati in antico da nicchie di minor dimensione. Negli ambienti voltati e nelle nicchie il paramento è in opera mista. Gli interventi più tardi, in opera vittata, sono massicci negli spigoli, nei lati e sulla fronte. Sembra probabile l'identificazione dei resti con un ninfeo monumentale pertinente ad una villa rustica o comunque con un muro di sostruzione di particolare complessità relativo sempre ad una villa rustica. A questo edificio è stata collegata un'iscrizione dedicata alle ninfe e datata al 5 a.C., anche se sembra molto più probabile, date le tecniche edilizie adottate, in particolare l'opera mista, una sua collocazione in età flavia.

Chiesa dei ss. Dionisio, Rustico ed Eleuterio
Un altro monumento di particolare rilevanza, è presente ai margini di Borgovelino, sulla sponda sinistra del Velino. Si tratta della chiesa abbandonata, oggi in fase di restauro, dei ss. Dionisio, Rustico ed Eleuterio. Le origini di questa chiesa risalgono almeno all'VIII-IX secolo ed intorno ad essa si era sviluppato un villaggio altomedievale, probabilmente il nucleo originario del popolamento dell'area. Sulla facciata della chiesa sono stati reimpiegati numerosi frammenti di spoglio di marmi d'età romana e di pezzi risalenti alla struttura religiosa altomedievale. Dalla chiesa furono staccati alcuni affreschi conservati dapprima nel museo del duomo di Rieti ed ora nel municipio di Borgovelino. Al di fuori del centro abitato, nei pressi della Salaria, sorge il convento di s. Francesco, oggi abbandonato. Secondo la tradizione esso sarebbe stato fondato dallo stesso s. Francesco, che, prendendone possesso, avrebbe piantato all'interno dell'edificio chiesastico nei pressi della porta un albero che lui stesso aveva tagliato. Al di là della veridicità del racconto, il convento fu fondato molto precocemente, dato che esso è compreso in un elenco di conventi francescani della diocesi di Rieti, stilato nel 1252, ed era localizzato apud Introducum. Dopo la soppressione innocenziana del 1652, i frati francescani tornarono al monastero soltanto nel 1674. Da ricordare anche che il convento fu costruito nei pressi di strutture romane, identificate come resti di un impianto termale.