Natura ed ambiente

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- Attività della V Comunità Montana
- Le Riserve naturali
- Laghi e fiumi
     - Il Fiume Salto
     - Il Fiume Turano
     - Il Fiume Velino
     - Il Lago della Duchessa

     - Il Lago del Salto

     - Il Lago del Turano
     - Il Lago di Paterno

     - Il Lago di Rascino
     - Il Lago di Ripasottile

     - Il Lago di Scandarello
     - Il Lago di Ventina
     - Il Lago Lungo


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Monti
- Sorgenti
- Sentieri C.A.I.

Laghi e fiumi

- IL FIUME FARFA

Il fiume farfa è uno dei più importanti affluenti del fiume Tevere presenta un ambiente quasi torrentizio con alveo la cui componente sassi-ciottoli è preponderante. Esso, infatti, mostra per tutto il suo tratto, un alveo relativamente stretto e poco profondo e, per la sua specificità, rappresenta un ambiente di elevato valore ittiofaunistico.
Di particolare interesse è il tratto che scorre a monte dello sbarramento Enel di Baccelli, classificato a salmonidi, perchè possiede aree di riproduzione adatte alla Trota fario.
Nella zona a valle dello sbarramento, classificata a ciprinidi, la comunità ittica appare abbondante e ben diversificata con presenze tipiche di questo habitat come Barbi, Carpe, Cavedani, Vaironi e Ghiozzi di ruscello. Solo recentemente, nel tratto a monte della confluenza con il fiume Tevere, si è constatata la presenza di specie quali Carassio e Pesce gatto.
Pertanto il limite inferiore della zona a trote dov'è vietato l'uso del bigattino sia come esca sia come pasturazione (acque secondarie cat. "A") viene fissato allo sbarramento Enel di Baccelli e, la restante parte, compreso il laghetto di Baccelli, viene classificata come acqua secondaria cat. "B" quindi vi è consentito usare anche il bigattino.

- IL FIUME SALTO

Il fiume Salto ha origine da due rami distinti: il primo nasce presso le montagne della Duchessa (catena del Velino) a circa 1800 metri, l'altro presso Tagliacozzo (Aquila) e fino a Torano è denominato Imele. Oltrepassata la piana di Borgorose, il Salto attraversa gole impervie e dà origine, presso Fiumata e Petrella Salto, al Lago del Salto.
Il fiume,prosegue poi tra balze scoscese e paesaggi rupestri fino alla piana di Cittaducale e quindi a Rieti per confluire nel Velino.
 

Il fiume può essere suddiviso in due tronchi: uno immissario e l'altro emissario dell'omonimo lago.
La fauna ittica del primo tratto è tendenzialmente a ciprinidi mentre il secondo risulta popolato prevalentemente da trote fario provenienti da riproduzione autonoma e da ripopolamenti effettuati dall'Amministrazione Provinciale.
Le tecniche di pesca prevalentemente in uso sono quelle "a scorrere" con o senza sugheretto.
Ai fini della classificazione, queste acque vengono considerate secondarie di categoria "A" quindi, in esse è vietato l'uso del bigattino sia come esca sia come pasturazione.

- IL FIUME TEVERE

Il fiume Tevere, pur essendo classificato dalla Legge Regionale come acqua secondaria cat. "B", merita, per le sue caratteristiche fisico-chimico e biologiche, una menzione particolare in quanto interessa il territorio provinciale per circa 50 Km (da Magliano Sabina fin nei pressi di Passo Corese).

Le sue acque sono particolarmente popolate da Carpe (anche di notevoli dimensioni), Barbi, Lucci, Lucioperca o Sandra (specie introdotta con successo dallo Stabilimento Ittiogenico nel 1964 ed appartenente alla famiglia dei Percidi) e Carassi.
Nel fiume Tevere è consentito pescare o con 3 canne, purchè collocate in un raggio di m 10 ed armate con 1 o più ami o con la bilancia avente lato massimo di m 1,50; è possibile utilizzare il bigattino come esca e pasturazione.



- IL FIUME TURANO

Il Turano, affluente di sinistra del Velino, nasce presso Carsoli (catena dei monti Simbruini). Oltrepassato Turania si immette nella valle omonima, dando origine presso Paganico Sabina, Castel di Tora, al lago artificiale del Turano.
Oltrepassata Rocca Sinibalda e Belmonte in Sabina il fiume attraversa la piana di Cittaducale e si versa presso Rieti nel Velino.

Le caratteristiche della fauna ittica del primo tratto sono tendenzialmente a ciprinidi mentre il secondo è prevalentemente popolato da Trote fario provenienti da riproduzione naturale e da ripopolamenti effettuati dall'Amministrazione Provinciale.
Le tecniche di pesca prevalentemente in uso sono quelle "a scorrere", con o senza sugheretto, e lo "spinning".
Le acque vengono considerate secondarie di categoria "A" è quindi vietato l'uso del bigattino, sia come esca, sia come pasturazione.
Ricopre particolare importanza il fatto che l'intero corso del fiume è costeggiato dalla strada "Turanense"; ciò consente un'ampia scelta del posto di pesca.



- IL FIUME VELINO

Il fiume Velino condensa paesaggio e storia del territorio della provincia di Rieti. Il suo bacino idrografico è una delle aree europee più ricche d’acqua. Nasce in corrispondenza di una piccola sorgente poco a nord di Cittareale, dalla quale fuoriescono mediamente 7 lt/sec; lungo il percorso più di 70 sorgenti riversano le loro acque nel fiume giungendo alla Cascata delle Marmore con una portata di circa 60.000 lt/sec. Sebbene il Velino abbia subito più volte da parte dell’uomo mortificanti offese, è ancora in grado di offrire ambienti incontaminati con le sue sponde ricche di salici e pioppi bianchi, dove, con un pò di fortuna, si possono ammirare esemplari di cormorani e aironi cenerini. Nella piana di S.Vittorino, il Velino si arricchisce delle acque purissime e cristalline del Peschiera, oggi in gran parte incanalate in un acquedotto che contribuisce a soddisfare l’approvvigionamento idrico della capitale. Il fiume, le cui sorgenti sono note per la loro bellezza incontaminata, ha un percorso breve, ma di intensa suggestione naturalistica; sulle sue rive la vegetazione forma a tratti delle gallerie che si apprezzano in tutta la loro bellezza percorrendo il fiume in canoa. Le acque del fiume sono prevalentemente popolate da Trote fario e da bellissimi esemplari di Temolo (Thymallus thymallus L.). Le tecniche di pesca prevalentemente in uso sono quelle "a scorrere" con o senza sugheretto e lo "spinning". In alcuni tratti è possibile esercitare la pesca con la mosca lanciata da coda di topo.
Ai fini della classificazione queste acque vengono considerate secondarie di categoria "A", è quindi vietato l'uso del bigattino, sia come esca sia come pasturazione.

- IL CANALE DI S. SUSANNA

Le acque sorgive del S.Susanna, prima di immettersi nel fiume Velino, scorrono per circa 7 Km nei territori dei comuni di Rivodutri e Colli sul Velino.
Il canale di S.Susanna è tra le acque reatine e forse del centro Italia, più ricercate per lo svolgimento dell'attività di pesca.
La bassa temperatura, la presenza di ghiaia sul fondo e la corrente blanda ma costante sono elementi essenziali per il processo riproduttivo delle trote.
Poichè il canale è particolarmente ricco di microfauna fluviale notiamo una rilevante presenza di Trote fario anche frutto di immisioni calibrate.
Le tecniche di pesca prevalentemente in uso sono quelle "a scorrere" con o senza sugheretto, lo "spinning" e la "pesca a mosca" cui è stato riservato un tratto di circa 1 Km in località ponte Crispolti.
Le acque del Canale di S. Susanna ai fini della classificazione, vengono considerate secondarie di categoria "A" ed è quindi vietato l'uso del bigattino sia come esca sia come pasturazione.

- IL LAGO DELLA DUCHESSA

Il Lago della Duchessa si trova a 1790 metri sul livello del mare, al centro di una cornice di vette tra cui spiccano il Muro Lungo e il Morrone. E' largo circa 160 metri e lungo 400.







 


- IL LAGO DEL SALTO

Il Lago del Salto (m 535 slm), lungo una decina di chilometri e largo uno, è un grande bacino artificiale realizzato negli anni quaranta con uno sbarramento del fiume Salto, che nasce sui monti dell Marsica e confluisce nel Velino presso Rieti. La valle e il bacino artificiale del Salto occupano parte del territorio Cicolano e sono compresi tra la catena di Monte Velino e i Monti Carseolani. Il lago è circondato da boschi, che nella parte settentrionale culminano con le cime dei massicci del Nuria, ad est, e del Navegna, ad ovest. Il Lago del salto è molto articolato, con insenature e fiordi, che penetrano nelle valli scavate dai torrenti nelle tenere rocce marnoso arenacee. I due versanti del lago sono nettamente differenziati. Su quello di destra, esposto a sud-ovest, si addensano i paesi e i campi coltivati. Il versante di sinistra del Salto, esposto a nord-est, è più solitario dell’altro e la strada che costeggia il lago corre quasi ininterrottamente tra boschi di querce e castagneti. Salendo dal lago verso il Monte Nurietta e il Monte Nuria (entrambi alti quasi 1900m slm) si incontrano: in basso numerosi piccoli caratteristici paesi, in posizione elevata importanti centri, come Petrella Salto e Fiamignano, in alto boschi di querce, faggi e particolari piani carsici, alcuni molto estessi e noti, come quelli di Rascino e Cornino. Su di essi, il pascolo eccessivo e la permeabilità tipica delle rocce calcaree e calcaree marnose hanno prodotto un suggestivo paesaggio denudato, dove la vegetazione erbacea ha sostituito il bosco e nelle conche si formano bizzarri laghetti temporanei (Cornino) e permanenti (Rascino). Le caratteristiche zoologiche risultano prevalentemente rivolte verso una fauna ittica a ciprinidi tra cui spicca la presenza di Carpe regine, Carpe erbivore (Amur), Tinche, Cavedani e Alborelle. L'invaso, inoltre, è ricco anche di Trote, Anguille, Persici reali, Persici sole, Persici trota o "Black bass", Lucci e Coregoni (sono presenti specie secondarie quali Scardola, Carassio e "Gardon". Nel lago sono presenti esemplari di Gambero turco e di Gambero americano per ora non soggetti a restrizioni di pesca.
Per la particolare conformazione nal bacino viene praticata prevalentemente la "pesca da fondo" con le tecniche che variano dal "carpfishing" alla pesca a fondo con il sugheretto o ,addirittura, solamente con piombo ed esca. Nell'invaso è consentito pescare con 3 canne da collocare entro un raggio di m 10 o con la bilancia avente lato massimo di m 1,50 con maglia non inferiore a mm 10.

- IL LAGO DEL TURANO

Il Lago del Turano (m 536 slm) è un grande bacino idroelettrico realizzato sul fiume omonimo con una diga eretta nel 1939 nei pressi dell’abitato di Posticciola. Lungo una decina di chilometri, è collegato con il Lago del Salto con una galleria ed alimenta la centrale elettrica di Cotilia. Si distende ai piedi di Monte Navegna (m 1506), una montagna coperta di boschi che separe la valle del Salto da quella del Turano, ed è caratterizzato dalla presenza, sulle rive, di antichi paesi e castelli, che si specchiano nelle limpide acque. A metà del lago, si fronteggiano, il primo su una penisola e l’altro su un cocuzzolo roccioso, i due centri abitati di Colle di Tora e di Castel di Tora. Di fronte al paese, su una penisoletta, si erge, per più di cento metri sul livello del lago, un’altura rocciosa di forma conica, dominata dai ruderi del castello del Drago. Più a monte, sempre sul versante di destra del lago, sui due lati di un selvaggio vallone, si fronteggiano due paesetti aggrappati alle pendici rocciose: Ascrea e Paganico.

Link al Centro Nautico Turano

- IL LAGO DI PATERNO

Presso le rovine dell'antica Cotilia, situata nel comune di Castel S. Angelo, si trovano tre piccoli laghi, il più grande dei quali è l'antico “Pozzo di Rutignano”, o di “Latignano”, oggi Lago di Paterno, un lago dalle origini molto antiche e sacro alla Dea Vittoria. Il Lago di Paterno ha origine dalla formazione di una “dolina”, una cavità superficiale dovuta a fenomeni carsici; proprio tali fenomeni naturali, che hanno originato sia il lago che la sua dolina, nonché l'esistenza di un emissario sotterraneo, sono alla base di un continuo movimento del fondo della cavità che causa quindi variazioni della sua profondità oscillanti tra i 37 ed i 54 metri. Il lago si trova a 430 m sul livello del mare ed il suo specchio d'acqua misura circa 190 metri e 150 di larghezza. Il paesaggio che lo circonda è estremamente piacevole e pittoresco; dal Belvedere del piccolo borgo di Paterno, situato alle pendici dell'omonimo monte, si può godere dello stupendo panorama della Valvelina e dei suoi tre laghetti formati da ricche e copiose acque naturali: il Pozzo di Mezzo, il Pozzo di Burino ed il Lago di Paterno.


- IL LAGO DI RASCINO

Il Lago di Rascino, situato nell'omonimo altopiano, è un laghetto a fisarmonica,che cambia forma ed estensione ad ogni stagione. E' infatti alimentato dalle acque piovane che cadono sul pianoro molto permeabile e sull'altopiano gemello di Cornino. Le sue acque ospitano pesci anfibi, aironi, anatre e beccaccini.
La fauna ittica è composta da ciprinidi tra cui spicca la presenza di carpe regine, Tinche a Alborelle.
L'invaso è ricco inoltre di Persici reali e Lucci.
Nel lago vengono praticate tutte le tecniche di pesca, con prevalenza dello "spinning" a seguito dell'elevata presenza di Lucci "papera". Le acque del lago di Rascino vengono annoverate tra quelle secondarie cat. "B" dov'è consentita esclusivamente la pesca dilettantistica o sportiva.




- IL LAGO DI RIPASOTTILE

Il Lago di Ripasottile (m371) è lungo quasi 2 Km ed ha un perimetro di 6. Su di esso vi sono due isolette ed è affiancato da altri due piccoli specchi d’acqua. Il punto migliore per ammirarlo è dove esce l’emissario, il Fosso Fiumarone, che scarica nel Velino. Da lì è possibile percorrere una sponda, ma i folti canneti ostacolano la visuale. Meglio salire sulle alture circostanti, dalle quali si può abbracciare l’azzurra distesa, popolata di uccelli palustri dall’autunno alla primavera.





- IL LAGO DI SCANDARELLO

Il Lago di Scandarello (m 868) è un bacino artificiale lungo quasi 3 Km, sorto dallo sbarramento del torrente dello stesso nome, un affluente di sinistra del fiume Tronto. Il lago si distende in forma sinuosa fra prati e cerrete in un ampio paesaggio dominato dai Monti della Laga (m 535 slm), bianchi di neve per buona parte dell’anno. Le sue rive sono tranquille e solitarie. Vi è un piccolo villaggio, La Conca, su una penisoletta.
La fauna ittica è tipicamente a ciprinidi tra cui spicca la presenza di Carpe regine e Tinche. L'invaso, inoltre, è ricco di Persici reali, Persici sole, Anguille, Lucci ed altre specie quali Scardole e Carassi.
Nel bacino vengono praticate tutte le tecniche di pesca: la tecnica più appropriata, per le caratteristiche del lago, è lo Spinning, anche se la "pesca da fondo", con le tecniche che variano dal "carp-fishing" alla pesca con il sugheretto, viene praticata da numerosi pescatori. Le acque del bacino vengono classificate tra quelle secondarie cat. "B" dov'è consentita esclusivamente la pesca dilettantistica o sportiva. Nell'invaso è permesso pescare con 3 canne, da collocare entro un raggio di m 10 o con la bilancia avente lato massimo di m 1.50, con maglia non inferiore a mm 10.


- IL LAGO DI VENTINA

Nelle vicinanze del paese di Colli sul Velino, si estende uno splendido laghetto denominato di Ventina, una testimonianza del Lacus Velinus, che occupava tutto l’agro Reatino. Si tratta di uno specchi d'acqua incassato fra due colline dalle differenti caratteristiche vegetazionali: il sempreverde Leccio (Quercus ilex) ed il gentile Orniello (Fraxinus ornus) degradano lentamente verso i folti canneti, le distese di ninfee gialle e di iris che lo rendono un luogo dalle particolari tinte. Il lago conserva rarità floristiche ed entomologiche (sono presenti ben 22 diverse specie di libellule) di grande valore naturalistico.


- IL LAGO LUNGO

Il Lago Lungo (m371) giace nella piana sottostante al paese di Cantalice. Lungo più di un chilometro e con una circonferenza di 3, alla sua estrema punta meridionale è collegato con un breve canale ad un altro laghetto (Lago di Fogliano). Il Lago Lungo giace in mezzo ai campi proprio dove cominciano ad innalzarsi i primi contrafforti dei Monti Reatini. Non è facile avvicinarvisi; è meglio ammirarlo dai colli circostanti.